Ieri, 14 febbraio, in una Bari insolitamente gelida e nevosa, presento “Indiana” alla splendida libreria Laterza, già teatro di tanti incontri di donne. Riconosco nelle foto Miriam Mafai, Elena Doni, Dacia Maraini e tante altre. Domani sera è attesa Anna Foa.
Anima e animatrice del luogo è Maria Laterza. Le presentatrici sono Giusi Giannelli e Patrizia Calefato, ambedue docenti universitarie e protagoniste del movimento delle donne a Bari. Mi colpisce la loro lettura scrupolosa, completamente distante dal narcisismo mondano. In particolare il loro gusto e il loro amore per la lingua, per la sua espressività. Giusi mi fa notare che, anche qundo il mio racconto dell’India si fa duro, non uso mai un linguaggio, come lei dice, da grand guignol. Mi tornano alla mente tanti giovani scrittori maschi, indiani ma non solo. Talvolta il loro linguaggio diventa pulp. Sembra in debito verso il cinema.

A cena condividiamo le nostre preoccupazioni politiche e culturali. Maria, Giusi e Patrizia, insieme ad altre, stanno cercando di costruire un coordinamento dei diversi gruppi di donne presenti a Bari. Parliamo di quanto ci appaia preziosa l’organizzazione in un momento così drammatico per il nostro paese e di quanto in passato l’abbiamo, forse colpevolmente, sottovalutata.
Luciano Anelli, che ha partecipato alla presentazione del libro ed è intervenuto sul rapporto fra femmnismo e linguaggio femmnile, mi invia con grande tempestività due fotografie. Si riconoscono, al centro, Patrizia Calefato e, a destra, Giusi Giannelli.
