Il 19 di marzo si è presentato “Indiana” a Genova. Al tavolo Silvia Neonato, ex giornalista del Secolo XIX, amica carissima, e animatrice infaticabile della cultura delle donne in città, Francesco Surdich, preside della Facoltà di Lettere, Giulia Stella della segreteria regionale della Cgil, Andrea Ranieri, assessore alla cultura e anche lui amico e compagno di molte avventure politiche. In sala tante persone care: tra le altre Lorenza Codignola, Mercedes Bo, Anna Castellano.

Tocca, come è giusto, a Giulia Stella dare la GRANDE NOTIZIA. Il ministero degli Esteri ha deciso di finanziare, con circa 470.000 euro in tre anni, il programma di cooperazione di Progetto Sviluppo con Sewa, il sindacato autonomo delle donne indiane. Se a questa somma di aggiugono i quasi 200.000 euro raccolti dalla Cgil il 12 dicembre (dato che ha deciso di destinare a questo progetto la somma risparmiata per la giornata di sciopero dei suoi quadri) si arriva a un “tesoretto” davvero rispettabile, tanto più per l’India, dove il suo potere d’acquisto va moltiplicato di circa dieci volte rispetto ai nostri costi. E’ per me una soddisfazione immensa e inaspettata. Mi ero rassegnata all’idea di aver avuto un’avventurosa “borsa di studio” in età matura. Ora penso di essere stata anche un po’ utile.
Si discute di molto altro nell’incontro. Su un piano più teorico dello “sguardo migrante” che, nella società globalizzata, deve sostituire il mito dell’orientalismo, l’illusione dgli occidentali di parlare dell’oriente parlando in realtà di se stessi.
Su un piano più pratico si fanno pronostici e si formulano speranze sulle prossime elezioni federali indiane. Cominceranno il 16 aprile e, nella democrazia più complicata del mondo, dove ancora si va a votare in molti luoghi remoti a dorso di cammello e di elefante, andranno avanti fino al 13 maggio. L’augurio di tutti è che l’integralismo della destra non viva la sua riscossa.

