Entries categorized as ‘Appunti dall'India’
Domenica, 29 Giugno, 2008 · 3 Commenti
reportage e foto di Laura Salvinelli. Pubblicati su “Alias”, supplemento culturale del “manifesto”, sabato 28 giugno.
“Quanto sopravviveranno?” si chiede d’Orazi Flavoni e con la appassionata dedizione di un collezionista che vuole non solo conoscere, ma conservare, fruga nelle folle dei mercati, nei villaggi, nelle distese del Kutch fra deserti e paludi alla ricerca di quel che rimane di questa razza di allevatori di cammelli, i Rabari. (more…)
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Giovedì, 28 Febbraio, 2008 · 2 Commenti
Torno da un week end mondanissimo nella movida bombaita. Il 25 febbraio Jhon Elkan e Ratan Tata hanno dato il via, dal Gate of India, al tour di due Ferrari gran turismo con il cofano ornato da un’immagine di Ganesh. Alla galleria Bodhi art, un’ artista che si ispira a Silvia Plath, espone grandi tele bianche interrotte da specchi e figurette nere. E’ un’India diversa dalla mia, ma è quella che piace ai giornali, quella che fa tendenza.

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Giovedì, 7 Febbraio, 2008 · 4 Commenti

Care amiche e amici,
sono di nuovo in India. Mi sembra felicemente. Il primo saluto è stato per le vacche sacre fra i covoni e nei campi del Kuchch. Il lavoro ricomincia, il paese, di solito torrido, mi sorpende con un clima pungente, almeno quando si abbassano i raggi del sole. (more…)
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Questo articolo è uscito l’otto ottobre sul quotidiano “il Riformista”
Nella punta estrema del Tamil Nadu sta Madurai, una città sotto lo scudo femminile. L’immenso tempio dedicato a Sri Meenakshi, la fanciulla divina di cui ogni notte i bramini celebrano le nozze con Shiva, domina la linea dell’orizzonte con le sue alte torri: il tempio é mercato, ricovero e mensa dei più miseri, splendore d’arte e stalla di elefanti. Attrae milioni di turisti e pellegrini da ogni parte dell’India e del mondo e permette a molti dei dieci milioni di abitanti della città di sopravvivere.
Ai quattro lati esterni della città stanno quattro guardiani naturali di granito rosso: sono rocce che nel tempo hanno preso forme fantastiche, ma, sapendo vedere, identificabili con le sagome esterne di quattro animali, il serpente, la vacca, il bufalo e l’elefante.
I cento bambini spaccapietre di Madurai vivono all’ombra delle roccia dell’elefante. (more…)
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Lunedì, 1 Ottobre, 2007 · 2 Commenti

Nell’area di Napattinam, ma in tutto il Sud dell’India, l’aura della religiosità e dei suoi simboli ti accompagna sempre, come fosse il respiro dei luoghi. E le religioni si intrecciano e si mescolano in una strana comune koinè, fatta di devozione, talvolta di evidente superstizione, ma anche di apertura allo stupore verso il mondo e di autentica spiritualità. (more…)
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Vallapallam è qualcosa di più di un villaggio. Secondo i nostri standard sarebbe una piccola cittadina di ventunomila abitanti. Ma le piccole case, o le capanne con le pareti di muratura e i tetti spioventi tessuti in un fitto intreccio di rami e foglie di palma da cocco, si nascondono sotto i palmeti, in mezzo ai piccoli boschi di manghi e di anacardi, oppure si raggruppano rade ai margini dei campi di riso. Qualche moto, poche vecchie Ambassador, nulla che somigli al caos urbano. La maggior parte delle famiglie vive di agricoltura, soltanto trecento nuclei ancora resistono nella pesca, testardi e coraggiosi testimoni dello tsunami e della possibilità di sopravvivergli. (more…)
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Giovedì, 13 Settembre, 2007 · 2 Commenti
La strada che da Chennai corre verso Nagapattinam raramente abbandona il mare. Supera l’incantevole antico tempio, bordato da una danza di elefanti, degli imperatori Pallava, che lambisce la spiaggia di Mamallapuran, e continua fra palme da cocco e palme nane, piccoli boschi di banani e di manghi, larghi appezzamenti coltivati a riso, e chiese cristiane che in questa zona si alternano con una certa frequenza ai mandir, i templi induisti. L’aria è lucida di umidità e i colori sono dolci e intensi come da noi, in campagna, dopo la pioggia. La superficie azzurra che ci accompagna alla nostra sinistra appare mite e domata come in una cartolina. Si fa fatica ricordare i suoi capi d’imputazione: decine di migliaia di morti, molti mai identificati, in quel vicino 26 dicembre del 2004. (more…)
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Oggi è l’otto settembre, giornata mondiale della lotta contro l’analfabetismo. A Sewa si sono svolti feste e incontri fin dalla prima mattina: bambine coperte di gioielli lucenti, suoni di tamburi, danze ritmiche delle donne tribali che battono il tempo tenendo in equilibrio sul capo due o tre giare di ferro e di rame. Colore e musica, ma anche serissimi cartelli scritti a mano, a forma di foglie, di diademi, di fiori, con gli enunciati solenni degli impegni di ciascuna e di ciascun gruppo per la lotta all’analfabetismo nel prossimo futuro.
E’ in questa giornata calda, ma quasi secca, da cui sembra allontanarsi la presenza forte e faticosa del monsone che ci ha accompagnati per tre mesi, che dico arrivederci a Sewa. Parto per il Tamil Nadu per un mese a seguire un altro programma di Progetto Sviluppo e della Cgil, quello per la ricostruzione (non solo fisica, ma anche della vita sociale) di sedici villaggi dell’area di Nagapattinam, non lontana da Pondicherry, dove il 26 dicembre 2004 si abbatté l’onda dello tsunami. (more…)
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Sabato, 1 Settembre, 2007 · 2 Commenti
Il Rann del Kutchch, il deserto di sale che si espande bianco e luminoso a perdita d’occhio, è ai confini del mondo. Finiscono le colture e non resta che un piccola strada che corre nella luce abbagliante. Ora, che il monsone non è ancora alla fine, l’acqua si mescola al sale e stormi di aironi rosa dalle ali macchiate di nero avanzano guardinghi raccogliendo il pesce dal fondo salino con i loro becchi a pala. Alla vicinanza degli uomini si sollevano in volo nel vuoto dell’azzurro. (more…)
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E’ difficile definire Dudewers uno slum. Del resto, da che vivo ad Ahmedabad ho imparato che poche parole sono così imprecise come “slum”. Slum è l’orrore delle tende di plastica in mezzo all’immondizia , slum è la fila di negozietti lungo le grandi strade, di fronte a cui si dorme in una veranda di fortuna aspettando l’alba e il nuovo ciclo di lavoro, slum è la piccola enclave in muratura quasi dignitosa, con un abbozzo di fogna, i gabinetti in comune e le mucche a far da portiere del condominio. Slum è tutto ciò che sta al di sotto della rispettabilità del ceto medio e dunque é anche Dudewers, l’angolo di città con la massima concentrazione di sigaraie di bidi. (more…)
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