Questo mio intervento è uscito sul “manifesto” il sette settembre.
Non è facile assumere che dalla festa del partito democratico possano emergere obiettivi politici non esposti alla transigenza, intensi almeno nel medio periodo, destinati a radicarsi nell’opinione pubblica. Troppo evidente è il protagonismo della tattica: coltivare le insofferenze di Bossi verso Berlusconi, accendere un cerino polemico tra Fini, i leghisti e i suoi stessi colonnelli a proposito del voto amministrativo agli immigrati, e così via.
Tuttavia a me non piace pensare “contro”. Vorrei con tutta l’anima che quella per il voto aministrativo agli immigrati fosse un battaglia seria. (continua…)