ordito e trama

Voci categorizzate come ‘Riflessioni’

Il voto agli immigrati o della giusta democrazia

Lunedì, 8 Settembre, 2008 · Lascia un Commento

Questo mio intervento è uscito sul “manifesto”  il sette settembre.

Non è facile assumere che dalla festa del partito democratico possano emergere obiettivi politici non esposti alla transigenza, intensi almeno nel medio periodo, destinati a radicarsi nell’opinione pubblica. Troppo evidente è il protagonismo della tattica: coltivare le insofferenze di Bossi verso Berlusconi, accendere un cerino polemico tra Fini, i leghisti e i suoi stessi colonnelli a proposito del voto amministrativo agli immigrati, e così via.

Tuttavia a me non piace pensare “contro”. Vorrei con tutta l’anima che quella per il voto aministrativo agli immigrati fosse un battaglia seria. (continua…)

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L’India salvata dalle donne

Domenica, 17 Agosto, 2008 · 3 Commenti

 Il dieci agosto è uscita, sul supplemento domenicale del Sole, questa rcensione di Indiana a firma di Cristina Marcuzzo 

Uno sguardo appassionato, una sintonia attenta alle sfumature, una riflessione maturata in un arco breve di tempo, ma in uno spazio interiore ampio, arricchito dallo studio, dalla conoscenza diretta e dall’istinto di giornalista. Questo il respiro del libro. Brevi capitoli –nati da un blog costruito per una comunicazione immediata- disegnano i contorni, i rilievi, i precipizi del continente esplorato. Un’ India in filigrana di pensieri, dove l’attenzione e il rispetto compongono l’ordito. La trama narrativa è chiara: si vogliono scavalcare invece che cavalcare gli stereotipi sull’India e i miracoli della sua modernizzazione. Si parla poco della rivoluzione dell’ Information Technology e molto degli attori del cambiamento sociale, ma soprattutto delle donne che hanno contato e contano nell’aprire le strade che portano al miglioramento delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione. (continua…)

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Siamo una somma di alberi, diventiamo una foresta

Martedì, 5 Agosto, 2008 · 1 Commento

giovedì primo agosto è uscita questa intervista di Monica di Sisto su Liberazione , dedicata  a Indiana , alla politica, e a tante altre esperienze della mia vita.

A Ivrea cresce intrecciata tra un cattolicesimo post-conciliare vivace, e «quel clima di democrazia industriale, ispirata da Adriano Olivetti». Poi il ‘68 a Torino, il femminismo, e soprattutto, ieri, un “gran rifiuto”. Mariella Gramaglia, è stata la mente della trasparenza amministrativa nel Comune di Roma, l’ideatrice del numero unico “trovatutto” 060606, delle Banche del tempo, «una rottura dell’idea di un burocrate inattingibile dietro al suo vetro, che ha restituito a molti romani il gusto della loro sovranità nelle piccole cose».

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Ritorno all’India

Domenica, 27 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

E’ stata publicata giovedì sul “Riformista” questa recensione di Indiana, a firma di Emma Fattorini .

Specchio, da sempre delle proiezioni dell’Occidente, di volta in volta idealizzanti o demonizzanti, il ritorno all’India si ripresenta puntualmente nelle fasi di passaggio o di crisi della nostra civiltà, del suo pensiero, dei suoi intellettuali. Secondo tre modalità che Amartya Sen chiama modalità esoticista, quella idealizzante (pensiamo al romanticismo tedesco incantato dall’India, perché racchiudeva una Ragione altra oltre a quella del freddo razionalismo illuminista),quello opposto, l’approccio magisteriale, che vedeva gli indù primitivi e dunque bisognosi della tutela britannica.

C’è infine una terza modalità che Sen chiama curatoriale. Vorrei dire, senza sembrare troppo pomposa, che è in quella che metterei il lavoro di Mariella Gramaglia in India dove ha vissuto , per un anno, lavorando con le donne del grande sindacato femminile indiano Sewa. nella città di Ahmedabad nello stato indiano del Gujarat. (continua…)

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L’India delle donne fra dolore e speranza

Martedì, 22 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

Sul Corriere della sera di martedì 22 luglio è comparsa questaa recensione di Indiana a firma di Cinzia Fiori.

“Qualunque cosa tu dica dell’India, è sempre vero anche il suo contrario”. L’antico proverbio del subcontinente si rivela a Mariella Gramaglia con il tempo. Quando, seguendo un percorso lungo un anno, acquisirà una conoscenza approfondita del Paese. Sarà allora che gli opposti estremismi de La speranza indiana di Federico Rampini e della saggistica politica di Arundathi Roy provocheranno pagine sdegnate.

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Il femminismo con il sari

Venerdì, 18 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

E’ uscita mercoledì 16 luglio, sul Secolo d’Italia, questa recensione di “Indiana” a firma di Roberta Tatafiore.

Succede che un giorno del 2007 l’assessore alla comunicazione e alle pari opportunità del Comune di Roma, Mariella Gramaglia, si dimette e parte per l’India. No di certo da turista per caso, bensì da viaggiatrice consumata nel paese che ha dato i natali al Siddharta Gautama Buddha e che, ben prima di aver attirato su di sé l’attenzione mondiale per via dell’irresistibile ascesa economica, ha sempre esercitato un grande fascino sull’Occidente. Anche Gramaglia è presa dalla fascinazione culturale e spirituale (ma anche politica) per l’Unione Indiana, e però da donna con i piedi ben piantati in terra questa volta parte con un incarico del Progetto Sviluppo della Cgil per lavorare a due interventi di cooperazione internazionale: (continua…)

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Lidia Ravera su Indiana

Mercoledì, 16 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

E  uscita sull’Unità di lunedì 14 una recensione di Indiana a firma di Lidia Ravera.

Sono spesso giovani, sottili, energiche, più energiche di noi, come spesso accade alle persone determinate nei paesi poveri.Eppure a me viene naturale pensarle come sorelle maggiori”, così Mariella Gramaglia, femminista storica, già deputata eletta con l’ormai impensabile “sinistra indipendente”, per sei anni assessore al Comune di Roma, per le politiche della “semplificazione” e delle “pari opportunità” , descrive le attiviste indiane del Sewa (Self Employment Women’s Association), l’unico sindacato autonomo di donne nel mondo che conta un milione di iscritte. Dice di sentirle più grandi di noi, femministe occidentali, anche se sono più piccole, perché sono capaci di “ senso dell’organizzazione,gusto di tenere insieme le forze attraverso regole, codici di comportamento, memoria e valori condivisi”, e quindi sono unite “come una foresta, che è diversa da una somma di alberi”. Le ammira, Mariella Gramaglia, le “sorelle” del Sewa , ed è andata a cercarle.

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L’altra faccia dell’India

Martedì, 8 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

Il due luglio è uscita su “Europa” questa bella recensione di “Indiana”, a firma di Nicola Mirenzi.

C’è chi la racconta sfavillante, misurandone la lucentezza con la crescita straripante del Pil. Chi invece la vede smarrita, e piange pasolinianamente la sua anima antica, uccisa dall’avanzare del “progresso”. Ma l’India di oggi non sta né nell’una né nell’altra immagine: è in entrambe. Due libri, India (Isbn Edizioni), curato da Gioia Guerzoni, e Indiana.
Nel cuore della democrazia più complicata del mondo (Donzelli), di Mariella Gramaglia, lo spiegano bene al lettore italiano, chiarendo l’apparente paradosso di un vecchio proverbio indiano: «Qualsiasi cosa tu dica dell’India, è sempre vero anche il suo contrario».

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Democrazia al curry

Venerdì, 4 Luglio, 2008 · Lascia un Commento

 

Questo articolo è uscito, a firma di Marina Forti, sul manifesto del 29 maggio 2008

 

Dall’India rimbalzano domande universali. Questo viene da pensare leggendo Indiana, libro che narra i percorsi intrecciati di diverse donne. Quello dell’autrice, in primo luogo, Mariella Gramaglia, che qualche tempo fa ha deciso di «prendere un periodo sabbatico dalla politica italiana», come dice lei, e lasciare l’incarico di assessore nell’amministrazione comunale di Roma che ricopriva da molti anni («vedevo il mio futuro conficcato in un notabilato», spiega). Così, dopo aver praticato a lungo «il lavoro artigianale di dare senso» alla democrazia, Gramaglia è approdata in India, «nel cuore della democrazia più complicata del mondo».

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Le donne disprezzate e il grande sindacato femminile

Sabato, 28 Giugno, 2008 · 1 Commento

 E’ uscita giovedì sul  “Foglio” una bella recensione di “Indiana”, a firma di Andrea  Affaticati che, malgrado l’apparenza maschile del nome nell’uso italiano, è una donna, di ascendenza austriaca. Vi  ripropongo qui il testo. Ricordo a tutte le lettrici e i lettori del blog che lunedì “Indiana” verrà presentato alla sala stampa estera da Giuliano Amato, Guglielmo Epifani, Emma Fattorini, Marina Forti, Elisabetta Rasy. Oggi è uscito su “Alias”, il supplemento del “manifesto”, il reportage di Laura Salvinelli sul Kachchh: “Nell’ultimo Far West indiano”, corredato dalla sue fotografie sui Rabari e sugli altri popoli della grande area al confine con il Pakistan.

“Non abbiamo affatto vinto il campionato, siamo solo ai quarti di finale e abbiamo quattro avversari formidabili: la diseguaglianza, la corruzione, il conflitto religioso e il basso livello di educazione di base”. Tarun Tejpal, direttore del settimanale “Tehelka” famoso per i suoi scoop su politici corrotti e sui progrom in Gujarat. Tejpal si mostra assai scettico nei confronti dell’indianofilia che imperversa. Più propenso a sottoscrivere la domanda posta tempo fa dall’Economist “Can India Fly?”. Una domanda alla quale nemmeno “Indiana – Nel cuore della democrazia più complicata del mondo” (Donzelli) di Mariella Gramaglia, storica direttrice di “Noi donne”, dà una risposta e forse non vuol dare. (continua…)

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