Arrivederci India

Cari amici del blog,

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Sono dovuta tornare in Italia prima del tempo per ragioni di salute. Sono molto fiduciosa nel futuro e mi rimetterò, ma la convalescenza sarà lunga. Probabilmente tornerò in India solo dopo le feste natalizie.

 

Vorrei tener vivo il blog anche in questo periodo. Di India si parla, si scrive, si discute moltissimo anche in Italia e le sollecitazioni non mancano. Dunque non abbandonate la lettura, anzi datemi dei buoni consigli su come continuare al meglio.

 

Nel templi indiani è molto comune scolpire in bassorilievo l’orma del piede, sul pavimento oppure alla base di piccole cappelle. Talvolta, come nella seconda delle due foto che pubblico, il profilo del piede è sovrastato da una forma cava che accoglie le dita della mano e obbliga il pellegrino a una sorta di inchino beneuagurante. Altre volte sintetizza in un simbolo il viaggio, quello interiore, oppure quello spirituale ma nello stesso tempo molto concreto, che ha portato il devoto fino al tempio. Nei reperti più antichi, soprattutto della tradizione buddista, l’orma del piede sostituisce l’immagine del Buddha per evitare ogni forma di idolatria e mantenere viva l’attenzione sul “cammino” e sulla ricerca, i valori spirituali più universali e meno confessionali.

 

Anche nell’antica Roma, le orme dei piedi che, scolpite nella stessa pietra, in basso si dirigono fuori dalla casa e in alto tornano, facendo combaciare il profilo delle dita, erano di buon auspicio: se ne trova ancora testimonianza ai Musei Capitolini. Ma la devozione indiana per i veicoli che guidano il nostro corpo nel mondo é un culto vivo, nutrito di fiori e di preghiere.

 

Ho pensato di dedicarmelo e di dedicarlo ai lettori del blog mentre inizio quello che il grande viaggiatore Ryzard Kapuscinski chiamava il “secondo viaggio”, quello fra gli appunti, le riflessioni, i libri, le immagini che si sono raccolte.

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4 risposte a “Arrivederci India

  1. Ciao Mariella,

    rimettiti presto e torna presto in India, piu’ in forma che mai. C’e’ bisogno di gente come te da queste parti.

    E anche in Italia, per non far dimenticare l’altra India, quella vera, rurale, poverissima, orgogliosa, fragile, che forse – sommersa dall’India del boom economico, dei Tata, degli Ambani, di Bollywood – non fa piu’ notizia.

    Un caro saluto.

    Fabio

  2. Buongiorno Mariella, ti ho conosciuta attraverso i racconti di Laura Salvinelli che è stata in India con te quest’estate. Quando ti rimetterai mi piacerebbe conoscerti e condividere dal vero i racconti della nostra amica comune. A presto, Giuseppe Prode

  3. Grazie cari amici, dell’affetto e dell’incoraggiamento . A molto presto, sul blog e di persona.
    Mariella

  4. Carissima, ti seguo dalle trasmissioni “ora d” degli anni ’80. Mi ha entusiasmato la tua scelta indiana. E grazie per il meraviglioso articolo “aglio, diamanti….
    Spero e ti auguro con tanto affetto, una veloce guarigione

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