Ritorno all’India

E’ stata publicata giovedì sul “Riformista” questa recensione di Indiana, a firma di Emma Fattorini .

Specchio, da sempre delle proiezioni dell’Occidente, di volta in volta idealizzanti o demonizzanti, il ritorno all’India si ripresenta puntualmente nelle fasi di passaggio o di crisi della nostra civiltà, del suo pensiero, dei suoi intellettuali. Secondo tre modalità che Amartya Sen chiama modalità esoticista, quella idealizzante (pensiamo al romanticismo tedesco incantato dall’India, perché racchiudeva una Ragione altra oltre a quella del freddo razionalismo illuminista),quello opposto, l’approccio magisteriale, che vedeva gli indù primitivi e dunque bisognosi della tutela britannica.

C’è infine una terza modalità che Sen chiama curatoriale. Vorrei dire, senza sembrare troppo pomposa, che è in quella che metterei il lavoro di Mariella Gramaglia in India dove ha vissuto , per un anno, lavorando con le donne del grande sindacato femminile indiano Sewa. nella città di Ahmedabad nello stato indiano del Gujarat.

L’approccio curatoriale, più libero da (pre) giudizi, positivi o negativi tiene insieme le differenze, vede proprio nella loro permanente contraddittorietà la vera natura del mistero-India. Una via percorsa dai gesuiti del seicento come da laicissimi studiosi delle civiltà antiche. Mossi da grande passione, curiosità, dedizione ma soprattutto da una autentica empatia. E l’empatia, quando non indugia nell’atteggiamento giudicante, porta di fatto, (direi, ancora meglio nei fatti e con i fatti), ad andare oltre la mera curiosità intellettuale per promuovere azioni concrete e, appunto, di cura.

Quella di Mariella non è la semplice fuga in India per allontanarsi dalle delusioni della politica o dalla noia di un futuro di tranquillo notabilato. Ma quello di operare e ragionare nel cuore della democrazia più complicata del mondo come recita il sottotilo del libro Indiana pubblicato da Donzelli che ce ne racconta la storia. Come aveva già fatto in inviando reportage ospitati anche sulle pagine del Riformista.

C’è un sottile e profondo filo di continuità tra la sua India,la sua vita e la sua politica, fatta di rigore morale e fattività creativa: nella sua esperienza di parlamentare, quando si impegnò nella legge contro la violenza alle donne, nel giornalismo dirigendo Noi donne con la professionalità di una grande giornalista, infine nel comune di Roma dove si era impegnata con astute invenzioni, a rendere meno complicata la vita del cittadino normale. Sfide prosaiche e per questo tanto più difficili, molto pragmatiche fuori dalle ideologie che allora imperversavano.

Si comprende, allora, la sua simpatia, la sua empatia con la straordinaria leader del Sewa Ela Bhatt : “Per me il lavoro è il punto cruciale, la vera nobiltà di ogni vita. Anche Dio lavora. Secondo lo stesso principio del sole:…ogni cosa che la natura dà, va restituita e curata. Se abbiamo più di quello che ci serve non è Karma , ma nutrimento del peccato. La semplicità è il più alto valore”. Il lavoro. Fare bene il proprio lavoro. Una idea semplice, tanto dimenticata da noi.

La storia di questo enorme sindacato femminile, più di un milione di donne, è bellissima. Una grandiosa opera di emancipazione, di risveglio femminile in un paese dove “ ancora oggi le eredi della grande Indira si accoccolano intorno al desco solo quando gli uomini hanno finito e mangiano quello che è rimasto , se è rimasto” o dove si fanno bruciare a diciotto anni, alla morte del marito come nel Rajasthan ancora nel 1987 quando si radunò una enorme manifestazione di donne. O assistere alla soppressione delle bimbe, nate o non nate, per pregiudizi profondi più che per politiche di denatalizzazioni selettive imposte dall’alto.

Arretratezza e modernità si annidano nelle pieghe più intime della coscienza femminile, un femminile dalla lontana e robusta autorevolezza perchè costruita e forgiata nel duro confronto con i tenaci virilismi indiani presenti nella sua stessa, migliore tradizione, come quella legata alla figura di Gandhi . “Femminismo per me significa credere nella profonda uguaglianza della differenza” sintetizza Ela Bhatt con una espressione che già dice tutto.

Mariella ci fa rivivere storie estreme ed eroiche, ordinarie e quotidiane . Una lettura avvincente perché la sua scrittura, come nei giornalisti di spessore è , appunto, un modo di fare bene il proprio lavoro.

Anche Ela Bhatt ha lasciato la politica attiva,” Del resto chi leader è se non chi fa crescere altri leader? Io non ho perso nulla”. Saper lasciare, passare la mano. Senza drammi perché c’è l’autorevolezza della convinzioni e della coerenza. Ancora una lezione per noi.

Mariella sente, infatti, queste donne indiane come “Sorelle maggiori” perché depositarie di un patrimonio prezioso: “il senso dell’organizzazione, il gusto di tenere insieme le forze attraverso le regole, codici di comportamento. Memoria e valori condivisi, le rende riconoscibili e unite nello stesso modo in cui una foresta è diversa da una somma di alberi”, Più creative di noi nel costruire un loro welfare – la politica dei microcrediti, la lotta all’usura e il mutuo soccorso, la responsabilità morale ed economica individuale verso le altre- principi antichi calati nelle furiose contraddizioni di un processo di sviluppo che vede schizzare il Pil alle stelle ma in presenza di una endemica, sorda miseria.

Questo libro, semplice ed intenso, ci fa riflettere, parla di noi. Per tante ragioni ma soprattutto perché tocca il fallimento vero della nostra generazione e della sua politica: come conciliare gli ideali con la vita.

Né figlia della cultura politica cattolica, né di quella comunista, di Mariella ho sempre ammirato, stupita, l’occhio e il cuore sempre svegli sulla riformabilità delle cose, grandi e piccole, con un pragmatismo alimentato dall’utopia, mai rassegnato che ha cercato di tradurre nella politica della sinistra italiana, finchè ha potuto. E questo proprio quando, a parole, la sinistra sembra avere capito i valori di una cultura riformista, democratica e solidale senza però trovare le parole per dirlo e le forze per farlo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...