Chi sono

Mariella Gramaglia

Mi chiamo Mariella Gramaglia, sono nata a Ivrea e mi sono laureata in filosofia nel 1972.

Tra Palazzo Campana, Mirafiori, Vanchiglia e Palazzo Nuovo ho visto molte albe lungo i viali e sotto i portici, quando Torino era fiammeggiante di molte passioni, ma non ancora swinging.

Poi Roma e il femminismo, la grande scoperta della mia vita: quando i cuori delle donne hanno cominciato a cantare solo quando ne avevano voglia loro.

Insieme alla politica ho cominciato il lavoro giornalistico: al manifesto, alla Rai, al Lavoro, nelle riviste e infine a Noidonne, come direttrice nel 1985.

Intanto nascevano due figli: Maddalena e Michele. Oggi due adulti, con dei bei sorrisi e due teste piene di idee.

Nel 1987 sono stata eletta al Parlamento Italiano nella sinistra indipendente. Dai banchi della Camera ho visto qualche transatlantico della prima repubblica abbandonare gli ormeggi e qualcun altro restare saldamente alla fonda, ho visto cadere il muro di Berlino e spiegare al vento le bandiere bucate proprio là dove stavano gli odiati simboli del comunismo. Ho accompagnato convinta Occhetto nell’avventura della nascita del Pds.

Dal 1994 mi sono misurata con il governo locale. Tredici anni al Comune di Roma, prima con Francesco Rutelli con compiti manageriali, poi con Walter Veltroni, di nuovo nella politica come assessore. Ho lavorato tanto, con quella fatica artigiana e quotidiana che difficilmente si pratica altrettanto in altri ruoli politici. L’elenco tecnico delle cose fatte per cercare di semplificare la vita dei cittadini, comunicare con loro e ascoltare il loro punto di vista, sarebbe lungo e noioso. Quello che conta è la sostanza: la consapevolezza vissuta che i diritti dei cittadini non si esercitano solo una volta ogni cinque anni per votare, ma sono il sale della democrazia ogni giorno. E che la loro dignità, la loro uscita dal ruolo di sudditi o di clientes, è uno straordinario valore per il quale impegnarsi.

Oggi, maggio 2007, lasciato il mio incarico di assessore, comincia una nuova storia. Vado in India, ad Ahmedabad, Gujarat, a collaborare con Sewa, un importante sindacato autonomo di donne, su incarico di Progetto Sviluppo e della Cgil. Amo l’India, ci sono stata molte volte, ma non ne voglio parlare qui sommariamente. Il blog nasce proprio per usare tutto il tempo e lo spazio che ci vuole per avvicinarmi prudente e modesta a uno dei soggetti più complicati che esistano.

Dico solo che non sto scappando né dall’impegno, né dalla politica, che non ho una personalità particolarmente eroica o spericolata e che mi sto facendo un bellissimo regalo di libertà.