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Il cuore non basta

Questo articolo, che recensisce e commenta gli ultimi libri di Anna Bravo e Simonetta Piccone Stella, è uscito sull’ultimo numero della rivista “Leggendaria”.

 L’occasione è casuale. Un’occasionalità un po’ spericolata che può aguzzare l’ingegno o mettere a rischio il rigore critico. Mi chiedono, dalla fondazione Basso per la voce e l’idea di Gabriella Bonacchi, di mettere insieme le note di lettura di due libri che ho amato: “A colpi di cuore: storie del sessantotto” di Anna Bravo (Laterza 2008) e “In prima persona: scrivere un diario” di Simonetta Piccone Stella (Il Mulino 2008). L’uno storico, l’altro sociologico e letterario, sono davvero leggibili in modo incrociato? Cosa li unisce?

Nel riflettere nasce fra le mie mani un piccolo lemmario in cinque voci e un post scriptum dedicato ad Anna. Continua a leggere

Cofferati in Europa e i 500.000 babbioni riflessivi

Questo articolo è uscito sul “manifesto” di martedì 31 marzo.

Ho seguito con un certa affettuosa sollecitudine i primi passi di Franceschini segretario del Pd. Non ho particolari passioni distruttive, cerco di tenere a bada le ire sdegnose e le furie moleste, non ho mai mancato in tutta la mia vita l’appuntamento con il voto . In più, benché le persone che mi sono più care si affannino a dare un po’ di ossigeno al mondo di Vendola e dintorni, il sommarsi stanco di tante sigle antiche mi sembra rendere scipita la sfida. Ma un demonio mi soffiava nelle orecchie: “Attenzione, bisogna aspettare la composizione delle liste. Lì si capirà se c’è autonomia, visione del futuro, tempra – osiamo dir così – del segretario”.Ieri è stato il giorno del demonio. E la prima indiscrezione è come un crampo allo stomaco. Continua a leggere

Indiana va a Siena

La mostra di Laura Salvinelli, corredata dai miei testi,  Indiana:reportage dal più grande sindacato di lavoratrici autonome indiane, si è chiusa a Roma il 18 gennaio. La partecipazione è stata grande e attenta, i commenti sul libro dei visitatori talvolta commuoventi per la loro intensità.  Ora mostra e libro (Indiana: nel cuore della democrazia più coplicata del mondo, Donzelli 2008 )  saranno a Siena. Il libro verrà presentato il due febbario e la mostra proseguirà, dopo l’inaugurazione che avverrà nello stesso giorno, fino al primo marzo. Ecco l’invito:salvinelli_invito_17x24_mail

Cuccioli

Un’amica mi segnala che una grande cucciolata ha bisogno di accoglienza.

Chi fosse interessato può scrivere a p.torresi@gruppoespresso.it

Lettera aperta a Paolo Flores d’Arcais

Sul manifesto di ieri è comparsa questa mia lettera a Paolo Flores d’Arcais sulla manifestazion dell’8 luglio e contestualmente la sua risposta che pubblico di seguito.

Caro Paolo,

ti scrivo d’impulso, per la stima che porto alla limpidezza della tua infaticabile testimonianza civile, dopo un punto di non ritorno: la manifestazione di piazza Navona.

Qualcosa deve inevitabilmente cambiare nelle strategie e nelle forme di comunicazione di coloro che hanno a cuore la democrazia.

Lo stile innanzi tutto: la compostezza, il ragionamento, addirittura il silenzio collettivo, come forma estrema di testimonianza, si addicono meglio dei fescennini al lutto che portiamo per la decadenza del nostro paese.

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Cara Mariella, firmato Paolo Flores d’Arcais

 

Cara Mariella, alcuni giorni fa il quotidiano che ci ospita pubblicò una prima pagina in cui campeggiava una gigantesca foto del presidente Napolitano su cui era sovraimpressa la scritta “L’ammorbidente”. Davvero il Napolitano-Morfeo di Beppe Grillo è attacco più pesante? Il Manifesto, quel giorno, ha esercitato seria critica politica o “bisboccia fuori porta”? La prima, a mio parere. I cento maggiori costituzionalisti hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio il carattere anticostituzionale del lodo-Alfano, dunque logica vuole (LOGICA, quanto di più sobrio, irrinunciabile, e opposto a ogni “bisboccia fuori porta”) che delle due l’una: o i costituzionalisti hanno ragione, e allora il “custode della Costituzione” non deve firmare l’obbrobrioso lodo.

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Presentazione di Indiana

Ringrazio qui tutti coloro che lunedì 30 giugno, alla sala stampa estera di Roma, non sono riuscita a incontare direttamente. C’era una folla affettuosa e vivace. Malgrado il caldo torrido e il lungo incontro, si sono avvicendate circa duecento persone. Amici, amiche, compagni di lavoro di tante stagioni della mia vita. Molte esponenti autorevoli del femminismo romano, colleghi della giunta Veltroni, dirigenti e funzionari del Comune di Roma, rappresentanti delle associazioni dei cittadini con cui ho collaborato da assessore, colleghi e allievi dell’Università di Teramo, giornalisti, compagni e compagne di avventure intellettuali e umane.  Anche la mia vita, nel suo piccolo, è fatta di tanti strati di roccia scistosa. C’erano tutti, con mia grande gioia.

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