La mostra di Laura Salvinelli

Il lavoro sull’India prosegue. Dopo l’inserto fotografico di Laura Salvinelli nel mio libro Indiana, ora le parti si invertono. Venerdì 19 alle 17 si inaugura a Roma,  in via Dei Prefetti 22, la mostra di Laura dedicata al sindacato

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Sewa che sarà accompagnata dai miei testi.  Nelle foto e nelle didascalie si descrive anche l’intenso lavoro di formazione e di alfabetizzazione che Sewa sta svolgendo.  E’ a questo impegno che la Cgil ha deciso di dedicare un’attenzione eccezionale: i denari della giornata di sciopero del 12 dicembre dei quadri e e dei dirigenti sindacali italiani saranno devoluti al più grade sindacato di donne del mondo e alla crescita culturale della sua base di militanti.

La libertà non si può imporre

E’uscita su http://www.micromega.net questa risposta a Cinzia Sciuto a proposito del velo islamico.

Il di battito è aperto e chi vuole può intervenire

Mi esporrò subito alla critica di cerchiobottismo e subalternità alla retorica della complessità dicendo, che nel caso della signora in niqab di Ca’ Rezzonico, si sono comportati bene sia il custode che il dirigente. Il primo, nel non accoglierla a visitare il museo, ha fatto rispettare le regole così come sono, secondo il suo ruolo e i suoi compiti. Il secondo ha saggiamente esercitato la flessibilità, interpretando il regolamento. Un regolamento, sicuramente varato prima della grande immigrazione islamica nei nostri paesi, che impone di non entrare nelle sale “a volto coperto”, non certo per far scudo all’emancipazione femminile, ma piuttosto alle opere esposte e al loro valore, in modo da tutelarle da ladri e vandali. Continua a leggere

La rivoluzionaria gentile

Sull’ultimo numero di  Elle (ottobre 2008) è uscito questo articolo a firma di Laura Salvinelli

L’incontro con Ela Bhatt comincia nel modo migliore per un fotografo, nel segno del rispetto del lavoro e del tempo. «Tu scegli l’ora e il posto, e io ti dico il giorno». E, con quella magia tipicamente indiana di saper dilatare il senso del tempo, e praticare l’arte del non perderne ad affrettarsi, questa donna sempre impegnatissima, che ora scrive libri, partecipa  a convegni, che è il massimo riferimento del più grande sindacato al mondo di lavoratrici, oltre a prendersi cura dei suoi figli e nipoti, non ci ha dato limiti di orario. Saremo in tre: io, Ela e Mariella Gramaglia. Mariella è il motore di tutto: ex parlamentare ed ex assessore del Comune di Roma che, quando ancora la giunta di Veltroni sembrava non avere alternative, ha dato le dimissioni, si è presa un lungo periodo sabbatico dalla politica italiana e si è fatta un gran regalo di libertà – come scrive nel suo bel libro Indiana. Nel cuore della democrazia più complicata del mondo edito in primavera da Donzelli – andando a lavorare come volontaria per un anno in India su incarico di Progetto e Sviluppo, la Ong della Cgil. Così io l’ho raggiunta ad Ahmedabad, nel Gujarat, per collaborare con le mie immagini al suo progetto di cooperazione.  Continua a leggere

Cuccioli

Un’amica mi segnala che una grande cucciolata ha bisogno di accoglienza.

Chi fosse interessato può scrivere a p.torresi@gruppoespresso.it

Il voto agli immigrati o della giusta democrazia

Questo mio intervento è uscito sul “manifesto”  il sette settembre.

Non è facile assumere che dalla festa del partito democratico possano emergere obiettivi politici non esposti alla transigenza, intensi almeno nel medio periodo, destinati a radicarsi nell’opinione pubblica. Troppo evidente è il protagonismo della tattica: coltivare le insofferenze di Bossi verso Berlusconi, accendere un cerino polemico tra Fini, i leghisti e i suoi stessi colonnelli a proposito del voto amministrativo agli immigrati, e così via.

Tuttavia a me non piace pensare “contro”. Vorrei con tutta l’anima che quella per il voto aministrativo agli immigrati fosse un battaglia seria. Continua a leggere

L’India salvata dalle donne

 Il dieci agosto è uscita, sul supplemento domenicale del Sole, questa rcensione di Indiana a firma di Cristina Marcuzzo 

Uno sguardo appassionato, una sintonia attenta alle sfumature, una riflessione maturata in un arco breve di tempo, ma in uno spazio interiore ampio, arricchito dallo studio, dalla conoscenza diretta e dall’istinto di giornalista. Questo il respiro del libro. Brevi capitoli –nati da un blog costruito per una comunicazione immediata- disegnano i contorni, i rilievi, i precipizi del continente esplorato. Un’ India in filigrana di pensieri, dove l’attenzione e il rispetto compongono l’ordito. La trama narrativa è chiara: si vogliono scavalcare invece che cavalcare gli stereotipi sull’India e i miracoli della sua modernizzazione. Si parla poco della rivoluzione dell’ Information Technology e molto degli attori del cambiamento sociale, ma soprattutto delle donne che hanno contato e contano nell’aprire le strade che portano al miglioramento delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione. Continua a leggere

Siamo una somma di alberi, diventiamo una foresta

giovedì primo agosto è uscita questa intervista di Monica di Sisto su Liberazione , dedicata  a Indiana , alla politica, e a tante altre esperienze della mia vita.

A Ivrea cresce intrecciata tra un cattolicesimo post-conciliare vivace, e «quel clima di democrazia industriale, ispirata da Adriano Olivetti». Poi il ’68 a Torino, il femminismo, e soprattutto, ieri, un “gran rifiuto”. Mariella Gramaglia, è stata la mente della trasparenza amministrativa nel Comune di Roma, l’ideatrice del numero unico “trovatutto” 060606, delle Banche del tempo, «una rottura dell’idea di un burocrate inattingibile dietro al suo vetro, che ha restituito a molti romani il gusto della loro sovranità nelle piccole cose».

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